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La nuova valutazione per la scuola primaria

La nuova valutazione nella scuola primaria

Si è tenuto ieri, 19 Gennaio 2021, in diretta Facebook sulla nostra pagina di IRASE Nazionale, con la Dott.ssa Beggiato, un incontro formativo sulla nuova valutazione per la scuola primaria, che ha avuto tanto interesse da parte degli insegnanti della scuola primaria , circa 300 presenti alla diretta e che da alcune settimane sono chiamati a lavorare per l’applicazione del nuovo modello di valutazione delineato dall’Ordinanza n. 172 del dicembre scorso. Dai voti si passa ai giudizi!

L’Irase, insieme alla Uilscuola, pur comprendendo lo sforzo dell’Amministrazione nel ritenere che un numero non possa sintetizzare appieno il percorso educativo e didattico degli alunni, rileva che, in un momento storico così delicato come quello che stiamo vivendo a causa dell’emergenza epidemiologica, sarebbe stato opportuno orientare la maggior parte delle energie e delle risorse per tornare a una didattica in presenza e soprattutto in sicurezza su tutto il territorio nazionale e per tutti gli ordini di scuola anche perché,  negli ultimi trent’anni abbiamo assistito a un “balletto” delle modalità di valutazione per questo segmento scolastico

Come Irase e Uilscuola vorremmo scongiurare che il tema della valutazione  occupasse uno spazio sproporzionato, come se la serietà della scuola dipendesse dalla quantità di “griglie” e documenti e dalla moltiplicazione di “indicatori” da presentare alla società come “prova” del valore del lavoro degli insegnanti. Non vorremmo che la professione docente si trasformi  in  un mestiere tecnico, burocratizzato, meccanico, in una scuola nella quale questa pseudo-scientificità finisce solo per sorreggere lo svuotamento della funzione primaria dell’istruzione: mettere “a disposizione dei suoi membri futuri tutto ciò che la società ha compiuto per se stessa” (John Dewey).

Per questo, abbiamo deciso di organizzare, a sostegno degli iscritti Uilscuola e degli associati Irase, un webinar che il Segretario generale Uilscuola, Pino Turi, ha voluto gratuito per tutti. L’incontro è stato un’introduzione ad un Corso di formazione sull’argomento che verrà attivato a breve a carattere laboratoriale per accompagnare i docenti a redigere il nuovo documento in questo anno scolastico.

La valutazione degli studenti è al centro della professione docente. È un atto professionale impegnativo che ha un’influenza sugli studenti e sulle famiglie. L’insegnante all’interno di un approccio democratico cooperativo metacognitivo non è più un attore come nella didattica tradizionale, che spiega, fa vedere, interroga, valuta, organizza e indirizza, dicendo ai ragazzi cosa devono fare, ma un insegnante sempre più regista, che organizza e lavora dietro le quinte, che mostra agli attori (ragazzi) come devono fare, per poi ritirarsi e lasciare a loro la scena. Un osservatore attento e grande conoscitore degli aspetti relazionali dell’apprendimento. Uno che individua le variabili in gioco e cerca di modificarle per rendere più favorevole l’autoapprendimento dei ragazzi.

Ecco dunque che anche la valutazione, sia dell’insegnante che dell’alunno (autovalutazione), diventi equa e trasparente e fin dall’inizio, gli obiettivi da raggiungere e i criteri di valutazione dei percorsi e degli esiti ottenuti andrebbero concordati. In quest’ottica la valutazione andrebbe vista come occasione per capire meglio anzitutto se stessi, la complessità del mondo nel quale viviamo e il processo di insegnamento apprendimento agito. Per questi motivi i processi autovalutativi sia degli insegnanti, sia degli alunni, diventano importanti ai fini dell’autoregolazione perchè permettono di capire l’efficacia dei percorsi intrapresi e dei risultati raggiunti.

Occorre che gli insegnanti prestino diverse attenzioni pedagogiche all’ambiente apprenditivo e favoriscano un clima cooperativo metacognitivo utile alla formazione del futuro cittadino, per creare una comunità scientifica e fare in modo che i ragazzi si sentano parte attiva di questa. Un apprendimento che sia più cooperativo e metacognitivo cambia radicalmente il ruolo e la professionalità dell’insegnante in classe. Questo cambiamento comporta un aumento di impegno da parte del docente, il quale deve progettare e precisare in modo analitico il lavoro di gruppo, prestando la massima attenzione alla chiarezza delle istruzioni, degli obiettivi, dei ruoli e dei comportamenti attesi, dei tempi e delle procedure di valutazione e di monitoraggio e nel contempo cercare di sviluppare negli alunni quella consapevolezza metacognitiva che li aiuta ad interiorizzare l’apprendimento socializzato. Nel far questo è molto importante che l’insegnante chiarisca ai ragazzi le proprie aspettative nei loro confronti, cioè i comportamenti attesi.

Viene da se che l’insegnante   si senta un buon ricercatore e che non tema il confronto continuo, consapevole del fatto che può continuamente migliorare e rendere più efficace il proprio lavoro e il proprio tempo. Dovrebbe cercare di sviluppare le abilità metacognitive di ripensare e controllare continuamente quanto fatto, analizzare e valutare le possibili alternative, le strategie più efficaci e l’ottimizzazione del tempo a disposizione ed ecco perché è importante che si investi nella formazione iniziale ed in  servizio .

La formazione permanente dei docenti, rappresenta la condizione indispensabile per accompagnare un processo di profondi cambiamenti come quelli che si prospettano per i prossimi anni. Una formazione che deve essere intesa come un DIRITTO ad un proprio sviluppo professionale, ad una crescita personale, che per essere tale, non può essere solo quella indicata dal Ministero , ovvero una sorta di progetto autoritativo a cui dover sottostare, contro ogni elemento di autonomia scolastica che dovrebbe e deve progettare in base a criteri di massima e non ad indicazioni omologate a progetti eterodiretti.

 

Mariolina Ciarnella